L’albergatore...
Si rinizia.
Le pulizie di primavera sono finite, le nuove assunzioni sono state fatte, il salvagente con su scritto ’aperto’ è appeso all’entrata, manca altro? ah si, dimenticavo: il fioraio è in ritardo sulla consegna della pianta da mettere vicino alla reception, quest’anno ho deciso di prendere le calle gialle fin quando non potrò cogliere i fiori di campo e gli amati girasoli che mi mettono allegria.
E’ tutto pronto, nonostante il cielo faccia i soliti capricci, difficile da credere ma il brutto tempo a Pasqua e Pasquetta è diventato quasi una tradizione! Speriamo porti bene! Ultima controllatina alle prenotazioni e alla sistemazione nelle camere e poi prendo un caffè............
Penso. Dopo la prima volta, a distanza di sette anni, dovrei poter gia trarre una previsione sull’andamento della prossima stagione turistica: da vera donna dei numeri e attenta ai cambiamenti del mercato quale mi illudo di essere; così, armata di calcolatrice, di registri contabili e di articoli del ’sole 24 ore’, dovrei quantificare le presenze, la provenienza, la durata dei soggiorni, il canale commerciale......
Macchè.
Aspetto gli arrivi e penso all’immagine sbiadita di come mi immaginavo la vita di un albergatore quando ancora ero una ’teen’. Altro che dolce far niente....
Mi rivolgo agli ’aspiranti albergatori’: sappiate che di fatica si tratta, di quella fisica che in piena stagione impegna il corpo anche 18 ore al giorno, nessuno escluso; non parliamo poi della fatica mentale, l’attenzione per non dimenticar di far questo e quello e l’impegno nel risolvere i piccoli problemi gestionali quotidiani.
Una rivista da buttare perché ormai datata, un tavolo non allineato, una forchetta fuori dal cassetto, un’erbaccia che cresce: mille sono le cose che non riuscirai mai a rendere come vorresti e se non intervieni su quelle poche che vedi rischi di autogiustificare la tua incapacità.
E con le persone? Un po’ di memoria in più non guasterebbe di certo (io purtroppo non ne ho e non sono nemmeno fisionomista, a volte scambio le persone e mi rendo conto della gaff solo dopo un quarto d’ora che parlo!), nulla fa più piacere ai clienti di accorgersi di essere da te "seguiti"; per far questo ti devi ricordare cosa preferiscono la mattina a colazione, se amano passeggiare nei parchi vicini o sono amanti della vita in spiaggia sotto l'ombrellone, se sono già stati al tal ristorante magari l’anno scorso...
..e poi le persone che entrano per la prima volta nella tua ’casa’. E in questo caso penso sia fondamentale il modo con cui ti intrometterai nel loro mondo per farglielo dimenticare per un momento, che poi è lo scopo della vacanza..Poi ci sono i clienti un po’ più difficili, ed è proprio in questi casi in cui bisogna essere impeccabili, perchè se ti lasci andare si intuisce facilmente la tua mancanza di professionalità nei loro confronti....
ma poi si arriva a sera, quando si crea la serata giusta e ti soffermi a parlare fino a tardi con la gente che è felice, con i profumi del giardino,con il cielo stellato, con i bicchieri che brillano di rubino del vino locale e i grilli che cantano facendo da sottofondo… allora anche la stanchezza del giorno si fa meno pesante e capisci che anche questa volta hai fatto un buon lavoro.
Ho sempre pensato che il lavoro debba avere un proprio fine, non un mezzo per procurarsi ricchezza. Certo c’è chi è fortunato e può ’scegliere’, a volte non è così e ti ritrovi ad aspettare il 28 del mese, io letico letico ma mi ritengo fortunata per poter esercitare una professione che penso mi appartenga.
Per me il lavoro non è potere, e neanche solo pane. Il lavoro va fatto bene. Con questa filosofia ho iniziato questa attività, cercando di dare ogni anno un tocco personale in più agli angoli del Ciritorno, cercando di trasmettere l’amore che ci metto.
Caro "aspirante albergatore" te l’ho già detto: non tener conto dei miei consigli perché non diventerai ricco, sognerai il letto per dormire, farai il conto alla rovescia per arrivare al giorno che segnerà la fine della stagione, sbrufferai perchè d’estate non farai un pasto seduto a tavola; avrai fatto solo un buon lavoro.
…
Sento il rumore di una macchina che parcheggia, mi distolgo dai miei pensieri, la tazzina di caffè ormai è vuota, vedo gente all’entrata con le valigie, gli vado incontro..
ben arrivata stagione turistica 2008!
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